Nella primavera del 1937, circa 5.000 operai immigrati dal Veneto e dalla Sicilia iniziano a lavorare alla realizzazione del complesso industriale progettato dall’ingegner Vittorio Bonadé Bottino. La progettazione inizia nel 1936, quando il Lingotto si rivela già invecchiato sotto l’aspetto produttivo e inadatto ai nuovi metodi della lavorazione a catena introdotti negli Stati Uniti.
Il 15 maggio 1939 Benito Mussolini a bordo di un’Alfa Romeo, vettura della concorrenza, e di fronte alla fredda accoglienza dei circa 50.000 dipendenti FIAT inaugura il nuovo stabilimento di Mirafiori.
Mussolini inaugura Mirafiori
I numeri sono impressionanti: il primo insediamento copre un’area di un milione di metri quadri alla periferia sud di Torino, di cui 300.000 coperti, destinata alla produzione di autoveicoli e motori di aviazione e alla fusione dei metalli, accoglie 22.000 operai, i fabbricati si estendono su una lunghezza di cinquecento metri e una larghezza di settecento, su un unico piano di lavorazione; sei chilometri di gallerie sotterranee, rifugi antiaerei per 11.000 persone; intorno, undici chilometri di binari ferroviari e una pista di prova di oltre due chilometri di lunghezza. Nello stabilimento lavorano 22.000 operai su due turni.
I nuovi stabilimenti Fiat - Fiat Mirafiori - 1941
©Centro Storico Fiat
L’impostazione della produzione su un solo livello sancisce una netta divisione del lavoro, separando distintamente l’edificio degli uffici (noto come la palazzina) dai capannoni del lavoro industriale. La palazzina degli uffici in cemento armato, lungo 220 metri e largo 50, con impianto a doppia corte, tre lati di cinque piani, rivestiti in pietra bianca di Finale e il fronte posteriore in clinker contrastano con i capannoni delle officine principali, con il fronte principale sviluppato lungo quasi un chilometro su corso Tazzoli, costruiti in struttura in cemento armato su una maglia di 20x20 metri con copertura a capriate e lucernari a pianta rettangolare. La struttura può contare su un refettorio per 11.000 commensali lungo 560 metri e munito di scalda vivande e radio, vari refettori di reparto, ambulatori e servizi di assistenza sanitaria, spogliatoi con armadietti individuali, lavabi e docce, una rimessa per circa 10.000 biciclette e ricoveri antiaerei.
Stabilimento Mirafiori, 1950
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Dopo l’annuncio dell’entrata in guerra dell’Italia, nel giugno del 1940, lo stabilimento fornisce un contributo decisivo alla produzione bellica concentrando la lavorazione quasi esclusivamente su una produzione di guerra. Gli stabilimenti vengono bombardati dagli alleati fin dal 1940 danneggiando pesantemente la struttura, i macchinari, le materie prime e le merci in lavorazione. La ricostruzione si conclude nel 1947 e l'anno successivo la produzione torna ai livelli prebellici. Successivamente, negli anni ’50, sono realizzate a Mirafiori le vetture simbolo del miracolo economico, come la 600 e la Nuova 500, seguite, negli anni successivi, da altri fortunati modelli come la 850, la 124, la 127 e la 131 'Mirafiori'.
Mirafiori bombardata, 1942
©Centro Storico Fiat